Innanzitutto, mi presento

Mi chiamo Martina, ho 24 anni e trascorro il mio tempo dividendomi tra lo studio universitario, il lavoro e l’impegno sociale. Vivo in una piccola città dell’hinterland milanese, adoro l’aria aperta, la mia biciletta e scoprire i tesori rurali, storici e artisitici che la Martesana e i suoi dintorni hanno da offrire. Da quanto ho appena detto e dal titolo della mia pagina non è difficile evincere che provo una passione viscerale per l’arte: è un amore incondizionato, sorto sin da quando avevo sì e no sette anni, nonché materia principale degli studi che sto attendendo presso l’Università degli Studi di Milano, elemento centrale dell’attività lavorativa che svolgo presso una galleria fotografia milanese e destinazione privilegiata dei miei sforzi nel mondo del no-profit in qualità di volontaria FAI. L’arte è di certo una materia affascinante e sorprendente, ma al contempo è una disciplina difficile non esiterei a definire “sul filo del rasoio” poiché, non appena richiede una più approfondita comprensione, i più iniziano a evitarla e a sottovalutarla, al fine di scampare al tedio che potrebbe loro recare. A causa della scarsa considerazione e dell’approccio molto spesso errato con cui ci si rapporta a tale materia, col mio blog e con gli articoli che d’ora in poi mi impegnerò a scrivere, vorrei riscattare questa affascinante disciplina. L’arte, o meglio, la storia dell’arte, non è solo studio, date, nomi e terminoligie, è soprattutto passione, ricerca, impegno e interesse. Come in qualsiasi altra disciplina, io penso che quest’ultimo giochi, anche in questo caso, un ruolo chiave: è quella forza motrice capace di guidarci verso lo sconosciuto e verso ciò che è apparentemente fin “troppo conosciuto”, così tanto da essere scaduto nel banale. La curiosità ci conduce così a scoprire e ri-scoprire, a ri-trovare e ad attribuire all’obsoleto e all’ordinario un nome e un nuovo significato, ossia uno ruolo preciso nella società e una giusta considerazione nell’immaginario comune. L’arte non è da limitare a ciò che è passato: è continua interpretazione e per questo motivo è una disciplina in costante movimento. Contemporanea.